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  • Susanna Gristina

Tradizione artigianale e mondo moderno: un connubio possibile

In tutto il mondo, la bellezza e la saggezza culturale dell'artigianato secolare è sul punto di estinguersi. Artigiani altamente qualificati sono diventati una specie in via di estinzione, poichè le giovani generazioni hanno scelto altre opzioni di carriera. Questo fenomeno, insieme alla proliferazione del meccanizzato e alla produzione globalizzata, ha gettato in ginocchio molte imprese artigianali tradizionali. Quelle che restano in piedi sono spesso piccole aziende a conduzione familiare, senza le risorse finanziarie per attrarre e far crescere nuovi talenti e senza la capacità di creare modelli di business sostenibili.


In "Artigianato XXI Secolo - Strategie di design per l’artigianato sostenuto dalla tecnologia digitale", Elisabetta Cianfanelli, Professore Associato di Disegno Industriale all'Università degli Studi di Firenze, afferma: "Spesso la crisi nel mondo delle imprese manifatturiere deriva dall’assenza di un “prodotto” che interpreti le istanze del contemporaneo; il sistema attuale infatti non è adeguato a soddisfare una richiesta sempre più incalzante di un prodotto frutto di Maestria Artigiana, “denso di valori e di qualità” intrinseche. Proprio la necessità da parte dell’utente finale (user) di ravvisare la “densità” nel prodotto, ha ingenerato un nuovo dibattito nelle aziende manifatturiere, “dimore” autentiche di saperi artigianali, che quindi si sono attivate nella direzione del recupero e della riscoperta di essi".


In effetti, le competenze artigiane pare non siano affatto destinate ad andare in cantina, se è vero, come dice Stefano Micelli, che la competitività del nostro sistema industriale è ancora oggi intimamente legata ad esse. In tutto il mondo, inoltre, di recente, persino grandi firme del fashion come Gucci tengono a sottolineare la provenienza artigianale di alcune loro linee di punta all'interno delle loro ultime collezioni. E' sempre più forte, infatti, l'esigenza di affermare in un mondo globalizzato la qualità dei prodotti dei settori manifatturiero e industriale dell’economia italiana. Sotto questa prospettiva, dunque, secondo la Cianfanelli, "il concetto di Maestria Artigiana" [...] ovvero il “conoscere come fare le cose”, comprendendo le arti e le capacità del fare, oltre alla conoscenza dei materiali e dei processi di trasformazione che un artigiano possiede, rappresentano un valore essenziale da recuperare e reinserire nei processi produttivi per prodotti di alta gamma italiani. Tale concetto di saper fare rappresenta l’essenza dei processi manifatturieri di eccellenza, declinato in forme e sistemi tecnologici, ancora vivo nel feeling che intercorre tra chi “sa fare il prodotto” e l’artefatto, anche se mediato da macchinari e strumenti del contemporaneo. Si parla quindi di maestria avanzata ovvero dell’Artigiano del XXI secolo [...] , ovvero la declinazione del concetto di “saper fare” nelle piattaforme tecnologiche del contemporaneo senza che queste riducano o “schiaccino” l’eccellenza e la visibilità della maestria stessa".


Come può dunque la tradizione artigianale sopravvivere nel mondo moderno?

La chiave di volta sembra essere racchiusa nella progettazione di strategie mirate a "riposizionare l’artigianato, rileggerlo in una chiave contemporanea, liberare l’espressione, le proprie maestrie", riscoprendo i contesti di filiera produttiva in cui "i saperi artigianali storicizzati incontrano le istanze dell’innovazione e degli stili di vita del contemporaneo" ed affidando "l’organizzazione, la gestione delle filiere e le reti di vendita ad un nuovo concetto di impresa di made in Italy, con un uso differenziato delle tecnologie digitali e con una forte strutturazione interna, per rispondere efficacemente a un mercato globale del prodotto di alta gamma".

Il futuro può veramente essere "artigiano", parafrasando Philip Dick e un noto testo di Stefano Micelli: contaminato con alta tecnologia, reti, comunicazione, mondo digitale, open source. La sfida è aperta.



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